SELF CONTROL

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Immagine presa dal web

Credo che se un giorno deciderò di fare un corso di autocontrollo chiederei di assistere gratuitamente ad una giornata di lavoro sotto Natale ad una commessa di Intimissimi.

Che poi Intimissimi o Tezenis sarebbe la stessa cosa, chiederei ad una comessa che lavora in un negozio in cui vendono intimo per donna.

Non che l’ intimo da donna sia per me chissà quanto affascinante, sono per lo più pratica, pizzi orli e merletti non fanno parte del mio guardaroba.

Però mi rivolgerei a loro perché in questo periodo dell’ anno sono dotate di un Self Control da far concorrenza ad una gazzella di prima mattina davanti al più spietato dei leoni.

Possiedono questa dote innata, perché…

Capita che:

Sono al centro commerciale per fare la spesa, la mia solita spesa settimanale, vuoi il periodo natalizio decido di farmi un regalo, un piccolo pensiero per me.

Scelgo di comprarmi un paio di calzini nuovi, a righe, sono fissata con i calzini, ne ho di mille colori, a righe, a pois, tinta unita e tinta sbiadita…

Sono in attesa del mio turno, il colore che ho scelto è esposto solo in vetrina, devo chiedere ad una commessa, mi guardo in giro e…

…E mi accorgo che tutte le commesse sono impegnate a servire altri clienti, poco male, aspetto, non ho fretta e loro stanno lavorando.

Mi metto in disparte ad aspettare il mio turno ed osservo la clientela.

Mamme con bambini che guardano i figli con fare cagnesco dicendo tra i denti “Non toccare!” e lanciando saette con gli occhi ai piccoli che immancabilmente con le mani tutte appiccicose di chissà quale schifezza toccano tutte le maglie, calze & Co. alla loro portata.

Papà che impietriti e sconsolati aspettano sull’ uscio le mamme che stanno acquistando l’ ultimo ( di una serie) dei regali di Natale e poi ci sono loro…

…Li riconosci al volo, vagano persi nei loro pensieri come se fossero in un altro pianeti tra i vari completini più o meno osè.

Ammirano le varie tonalità di reggiseni esposti immersi nei loro pensieri finché assisto in diretta al colloquio tra lei “commessa” lui “uno qualunque”:

Lei: “Ciao, posso esserti utile?”

Lui: “NO, cioè si, cioè non so da che parte guardare…”

Lei: “Immagino che tu debba fare un regalo, per la fidanzata?”

Lui: “Si, ma non so cosa le piace, cioè so cosa indossa ma non so cosa devo scegliere…”

Lei: “Non ti preoccupare ti do una mano, taglia?”

Lui:” E’? Non lo so, è come te, forse qualcosa di più, come devo fare per scegliere?”

Ecco, l’ imbarazzo regna sovrano, tengo fisso lo sguardo sul ragazzo per vedere come se ne esce da questa situazione.

 

Io avrei reagito diversamente, io l’ avrei già insultato, se mi trovassi in un negozio con uno sconosciuto che mi tiene lo sguardo fisso sul davanzale nonostante io indossi un dolcevita nero che nulla lascia trasparire…

Nel frattempo un’ altra commessa si è liberata e è venuta nella mia direzione, ho concluso l’ acquisto restando nel dubbio di cosa ha scelto Lui…

Resterà per sempre un mistero, anche se, credo che le commesse vengano istruite per mantenere un Self Control apocalittico ed evitare di avere la cinquina facile, no non è quella della Tombola nel giorno di Natale…

 

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PIAZZA GRANDE

Ti è mai capitato?

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Di canticchiare una canzone per tutto il giorno, senza un motivo, dal nulla ti viene in mente una canzone e la canticchi tra te e te…

Oggi mi è tornata in mente questa bellissima (almeno per me) canzone di Lucio Dalla (1943-2012) , che più che cantante l’ ho sempre considerato un poeta.

Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è
sulle panchine in Piazza Grande,
ma quando ho fame di mercanti come me
qui non ce n’è.

Dormo sull’erba e ho molti amici intorno a me,
gli innamorati in Piazza Grande,
dei loro guai dei loro amori tutto so,
sbagliati e no.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io.
A modo mio avrei bisogno di sognare anch’io.

Una famiglia vera e propria non ce l’ho
e la mia casa è Piazza Grande,
a chi mi crede prendo amore e amore do,
quanto ne ho.

Con me di donne generose non ce n’è,
rubo l’amore in Piazza Grande,
e meno male che briganti come me
qui non ce n’è.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io.
Avrei bisogno di pregare Dio.
Ma la mia vita non la cambierò mai mai,
a modo mio quel che sono l’ho voluto io

Lenzuola bianche per coprirci non ne ho
sotto le stelle in Piazza Grande,
e se la vita non ha sogni io li ho e te li do.

E se non ci sarà più gente come me
voglio morire in Piazza Grande,
tra i gatti che non han padrone
come me attorno a me

Questa canzone è stata scritta e pubblicata tra il 1971 e 1972, non ero ancora nata, ma credo che sia immortale, ogni volta che l’ ascolto, non solo nella mia mente, resto affascinata, rapita…

La frase che preferisco è… “a modo mio quel che sono l’ho voluto io”..

Rifletti.. rifletti… e resti con un sorriso stampato in faccia..Perché nonostante tutto è una bella canzone.