LA SPESA AL CENTRO COMMERCIALE

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Immagine presa dal WEB

Adoro andare al centro commerciale dopo il lavoro a fare la spesa, cioè non è che ami particolarmente andare a fare la spesa, semplicemente se devo scegliere un orario in cui andare a fare la spesa prediligo la sera dopo il lavoro durante la settimana.
Oggi è stata una giornata quell’ attimo pesante al lavoro, ricca di impegni e di scadenze, mancanze di tempo dovute al moltiplicarsi dei giorni festivi, che è vero che non guastano, ma poi comunque li paghi.
Ecco, oggi è stata una giornata in cui ho usato il cervello sconnesso alle braccia, due barra tre lavori in contemporanea, e, si lo ammetto, sono un po’ stanca.
Preferirei andare a fare il mio sport preferito, oziare sul divano, ma non posso, il frigorifero reclama la mia presenza, devo per forza riempirlo con qualcosa di necessario alla sopravvivenza dei prossimi giorni.
Ecco perché sono al centro commerciale, all’ Esselunga, per essere precisa, che vago tra le corsie alla ricerca di non so nemmeno io cosa.
Ad un tratto la mia attenzione viene catturata da un altro cliente che come me sta vagando le corsie alla ricerca della risposta della vita.
E’ li immobile davanti a me, lo vedo di schiena, e lo noto, caspita se lo noto.
Indossa una tuta Adidas, hai presente? Quella classica, blu, con le bande laterali bianche, che fa molto anni novanta, intravedi i due glutei d’ acciaio, forse stretti perché in preda a qualche delirio mentale alla ricerca del biscotto migliore.
Le gambe leggermente a ferro di cavallo, come se fosse un calciatore, o presunto tale.
Le gambe sono muscolose, o almeno questo pare.
Due spalle larghe così, il classico fisico a triangolo, nonostante il Quechua ultrasottile e secondo me grado cinque dato che sta sudando come quando io ho 39 di febbre.
In testa aveva un berretto di lana, bello, sottile e grigio, ma l’ha appena spogliato, forse per colpa del caldo.
I capelli sono rasati e per spogliare il cappello ha usato la mano sinistra, niente fede. BENE.
Mi viene in mente che devo assolutamente comprare quei biscotti posti esattamente di fronte a lui, mi avvicino con nonchalance e…
CHE BRUTTO! E’ il classico esempio di “DIETRO TROFEO DAVANTI MUSEO”, è troppo “adulto” è la classica persona che in pensione decide di dedicare anima e soprattutto corpo alla palestra, che ha uno barra due barra tre personal trainer che gli preparano la scheda giornaliera per permettergli di mantenersi in forma.
Ecco questo è il classico esempio di come, quando una giornata si è presentata per tutto il giorno difficile, chiuderà sicuramente nello stesso modo.
Nonostante io sia sempre in attesa della svolta positiva, questa volta la svolta c’è stata, si ma punto.
Desisto, i biscotti è meglio cucinarmeli da sola, vado a prendere le gallette di riso, perché quelle si sa, non ti tradiscono mai, non sono finte dietetiche, ti aiutano veramente se sei a dieta.
Raccolgo i miei quattro prodotti e mi dirigo verso la cassa, ansiosa di affrontare la mia difficile seduta di sport oziante.
Buona Serata!

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Informazioni su Marta

Impiegata per dovere sognatrice per passione
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