STORDITA, EMBE’?!?

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Immagine presa dal web

Nulla, andare in città ed uscire dall’ordinario non fa per me, devo imparare a restare segregata nelle quattro mura dell’ ufficio per cinque giorni la settimana, io in città per uffici non ci devo andare, mi sono stati inviati più segnali differenti…

Prendi quella volta che stavo tranquillamente passeggiando lungo il corso per andare dall’ ufficio A all’ufficio B, bene, io ho quel bruttissimo vizio di ammirare il manto stradale mentre cammino, sempre alla ricerca della monetina sfuggita per sbaglio dalla tasca del proprietario e….Ad un certo punto, come se niente fosse sento una fitta lancinante esattamente sullo stinco, alzo la testa e davanti a me una persona con occhiali scuri ed una bastone allungabile in mano aveva difronte a se un ostacolo.

Il nervoso per il dolore non richiesto è all’ apice quando realizzo che è un cieco, non uno di quelli finti che popolano le nostre metropoli, che per lo stato sono invalidi ma per il resto della cittadinanza sono riconosciuti podisti, abili lettori, appassionati ciclisti su autostrade in contromano.

No, a me doveva capitare il cieco vero, e bastasse questo, dietro di lui due vigili urbani se la ridevano sotto i baffi uno e sotto la sciarpetta l’ altro.

Io non dico che avreste dovuto avvisarmi anche perché sono in giro senza il telefono, ma un verso, un gesto, qualcosa! che anticipasse il mio dolore lancinante.

Ho iniziato a ridere come di consuetudine quando mi ferisco e la reazione della piccola folla creatasi dopo lo spettacolo è stata uguale alla mia, peccato che io ridessi per il dolore non per l’aspetto divertente dell’evento.

Io credo che sarei la concorrente ideale per le candid camera, io credo che se mi facessero uno scherzo reagirei ridendo, anche se non ne sarei entusiasta.

Successivamente a questo, arrivo all’ufficio B, saluto la ragazza dello sportello e con un volo angelico le lancio il telefono che nel frattempo aveva smesso di funzionare. ora direte voi, Marta una tappa a bere un paio di damigiane di acqua santa??? Eh no vi dico io!!! Nessuna sfiga viene per nuocere…

Ora sono in attesa del segnale buono della giornata, sto iniziando a perdere le speranze, sono le 20.00, dai?? guardiamo un po’ di televisione??? Vediamo… X FACTOR  o GRANDE FRATELLO… ok! Io vado a letto, come le galline, magari mi sogno un bel gallo!!!!

Buona notte!!!

ANSIA

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Immagine presa dal web

Succede che per sbaglio, ma proprio per sbaglio ti alzi con il sorriso stampato in faccia.

Succede che per non rompere la tradizione delle mattine nere e dei risvegli ancor più tetri decidi (involontariamente si intende) di guardare le previsioni meteo.

Succede che tra 2 giorni, e dico solo due! il meteo segnala dei pallini bianchi, che viene più comunemente chiamata neve, nevischio per la precisione.

Ora. Io potrei tranquillamente andare al lavoro a piedi, ma ci vado in macchina perché sono più comoda e perché mi diverto ad inveire tutte le mattine contro i pazzi che incrocio.

Ora. La mia macchina ha un’ anima, forse anche la tua. La mia macchina detesta la neve o il nevischio, non avendo la voce me l’ ha dimostrato con i fatti, non una ma ben due volte.

Conoscendomi, sono dieci anni che mi accompagna, ha capito che fatico a comprendere le cose e ha scelto di dimostrarmelo in due occasioni diverse, con il senno del poi, ho analizzato la situazione e ho capito che:

  • non le piace (La mia macchina è femmina, e si chiama Claio) correre su strade ghiacciate piene di curve;
  •  non le piacciono le montagnette di neve sporca ai margini dei parcheggi dei centri commerciali.

Ora. Personalmente la neve non mi fa ne caldo ne freddo… è una condizione climatica come le altre, ma considerando che sono profondamente legata alla mia macchina, tendo a vivere gli stessi stati d’ animo, ad essere la sua portavoce..

Per i prossimi due mesi (si! perchè per me l’ allerta dura 60 giorni!) continuerò a lamentarmi, con chiunque dicendo:

“Hai sentito? Domani chiamano neve!Guarda il tuo meteo!Dice lo stesso? Dai prova a guardare, PER FAVORE!”

Verrò insultata e derisa da chi mi conosce perché mi diranno:

“Marta! Smettila! Le paure si superano….”

Certo! Fosse mia la paura farei di tutto per superarla… ma è della Claio…

“SI! Marta, va bene… vedrai che non attacca..!”

E così passerà anche questo inverno, nevoso, nebbioso, freddo, in ritardo.