OCCHIO IL RANOCCHIO

C’era una volta ,
Un castello abbandonato dagli essere umani.Era in cima ad una collina ed era circondato da un laghetto in cui viveva una piccola comunità di Ranocchi, tra loro c’era un Ranocchio particolare, era cieco da un occhio ma aveva un udito sopra la media, riusciva a cogliere ogni movimento, lui si chiamava Otto il Ranocchio.
Nel castello viveva Alice la Pernice, tutti i giorni stava appollaiata sulla balaustra ad osservare cosa facevano i Ranocchi, rideva e starnazzava con le sue amiche, si divertiva a prendere di mira lui, il Ranocchio Otto.
Dal castello gli gridava “ ehi! Mi vedi?? Dai guardami!!” e poi rideva, rideva…
Un giorno, mentre Alice la Pernice con le sue amiche volava sopra il laghetto in cerca di qualche preda con cui sfamarsi fu attaccata da uno strano pesce, con un balzo le morse la gola, non riuscì a capire come ma si liberò e tornò velocemente sulla balaustra impaurita per il rischio che aveva appena corso.
Quando si riprese dallo spavento si chiese come avesse fatto a liberarsi da quella presa… Dovevano sicuramente averla aiutata, ma chi? Chi poteva essere stato così scellerato da volerle salvare la vita? NO.. non poteva essere stato lui, non poteva essere stato Otto il Ranocchio. Lei lo prendeva sempre in giro, rideva di lui, era solo un Ranocchio sfortunato, mezzo cieco, non poteva essere così coraggioso da averle salvato la vita.
Nel frattempo Otto il Ranocchio era tornato a casa, nella sua tana, la mamma l’ aveva sgridato perché era arrivato tutto sporco di fango e si era subito sdraiato, si era addormentato, talmente stremato da non avere avuto neanche il tempo di ripulirsi da tutto quel fango, del resto aveva lottato duramente pur di non vedere sparire Alice la Pernice, lui sapeva cosa volesse dire essere derisi, essere il protagonista di tanti, troppi scherzi solo perché sei nato con un solo occhio buono.
Alice la Pernice era decisa a capire cosa l’ avesse colpita e chi l’ avesse aiutata. Non sapeva da dove iniziare ad indagare. Così seguì il consiglio di una sua amica:
“Perché non chiedi ad Otto il Ranocchio, si dice che abbia un udito straordinario, magari ha sentito qualcosa e può aiutarti!!”
Sapeva che tutti i pomeriggi lui stava da solo sul sasso del pensiero, così il giorno seguente decise di aspettarlo e chiedergli se lui aveva sentito qualcosa.
Otto il Ranocchio era sorpreso quando si accorse che Alice la Pernice lo stava aspettando, di solito tutti non facevano altro che ridere e sfotterlo quando passava, ma lei oggi aveva una strana espressione in viso, continuava a muoversi, sbatteva le ali in modo strano.
“Ehi ciao Occhio!” Gli disse quando era arrivato.
“Ehm ciao, Alice, perché sei qui, oggi non ho proprio voglia di essere deriso..” Rispose lui
“No volevo solo chiederti una cosa…” gli fece eco lei…
“L’ altro giorno sono stata assalita da un pesce, tu per caso, hai sentito qualcosa? Sai chi mi ha aiutata?” chiese Alice e restò in attesa di una risposta…
Occhio abbassò lo sguardo e le rispose “ Sono stato io, ho cercato di aiutarti perché non vorrei mai che qualcun altro venga deriso come succede a me…”
Ecco che nacque un’ amicizia, bellissima amicizia.

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Informazioni su Marta

Impiegata per dovere sognatrice per passione
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