LE RUBRICHE DI MARTA: SCRITTO A MANO #117

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Festa del sorriso

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Oggi è il giorno del sorriso.
Ogni primo venerdì di ottobre si festeggia questa cosa che suona un po’ come:

Quando non sai cosa fare inventati la giornata di…

E poi rifletti.
A modo mio, sia chiaro.

Sì hai letto bene, anche tu dovresti seguire il filo illogico del mio ragionamento, non per chissà quale motivo trascendentale, semplicemente perché così facendo potrai…

SORRIDERE.

Ecco.

Stamane quando ho sentito questa notizia, ho sorriso d’istinto, poi mi sono fermata – in senso fisico, per via del semaforo rosso e in senso metaforico per far riprendere fiato alla mente.

Pensavo.

Quanti sorrisi fai in un giorno per motivi diametralmente opposti?
É ora di pranzo.

Io oggi ho sorriso quando ho sentito la notizia, ho sorriso quando un signore mi ha ringraziato per avergli dato la precedenza al passaggio pedonale, ho sorriso quando ho salutato il commesso del bar, ho sorriso quando ho ringraziato la signora che alla CCIAA mi ha stampato il biglietto per lo sportello (lo so fare anche da sola, ma questa dovrà pur fare qualcosa nella giornata lavorativa, no?), ho sorriso al parcheggiatore che mi ha restituito il biglietto pagato.

Insomma.

Oggi ho fatto qualche sorriso.

Non so a quale quota arriverò a fine giornata, non so se saranno tanti o no, però ho capito una cosa.
Focalizzarmi su di una cosa positiva migliora l’umore.

Poi un vecchietto rincoglionito mi ha tagliato la strada con il suo bolide anni ’40 che va a spintoni… ma è un’altra storia… Ho inveito, poi ho sorriso, subito! Così solo per bilanciare.

Eh niente.
Sorridi, please!

Festival dell’oriente

 

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Domenica sono andata al Festival dell’Oriente a Brescia.

“Ti è piaciuto?”
“Ni”.

“Marta! Hai stufato con queste mezze risposte, mezze verità, mezzo di tutto..”
“Allora. Se non vuoi la mia opinione non me la chiedere.”

Questo dialogo è avvenuto tra me e me appena al mio rientro a casa domenica sera.

Qualcuno penserà che sono pazza.
Altri invece no.

Io resto così:

Spesso mi faccio domande, spesso viaggio con la fantasia e parto da un concetto per poi arrivare a darmi risposte  esistenziali delle quali ignoro perfino le domande.
Così per dire.

Comunque.

Il Festival dell’Oriente mi è piaciuto per due terzi – devo diventare più razionale, ho scelto di sfruttare quei due concetti scarni che ho imparato sulla matematica -, non ho apprezzato il banchetto con le maschere africane e quelli con i cannoli siciliani.
Non perché non fossero belli (e buoni), per carità! Semplicemente perché secondo me cozzano di brutto con il concetto di Oriente.

Un monaco tibetano mi ha messo al braccio un filo giallo, che non sta allacciato, e a me queste cose piacciono un sacco.
Ho assaggiato dei dolcetti buoni buoni a base di cocco, e un’altra cosa verde gelatinosa, buoni pure quelli!

Ho assistito alla cerimonia del tè giapponese (du palle!), ma io non sono molto rigorosa e questa cosa già la sapevo.
Ho visto la rappresentazione di un combattimento di un’arte marziale, bella e pericolosa, da vedere e non rifare.

Ci sono pro e contro, qualcosa no e tanto altro sì.

Ecco.
Cara-mente, ho ragione io!

Anche oggi posso far pace con la mia doppia personalità!

 

Il martedì può essere diverso

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E per diverso intendo migliore, non diverso in senso negativo, altrimenti è inutile!
Ecco.

Ieri mattina ho pensato questo.
Non si è avverato, è stato un noioso martedì come tanti altri, ma la speranza c’era, e se c’è quella… un primo passo è fatto!

Considero il martedì come una giornata pesante, pallosa.
Del resto arriva dopo il lunedì, e se consideriamo che io ci metto tanto a capire le cose, direi che ventiquattro ore sono sufficienti per accorgermi che un’altra settimana è iniziata.

Ecco.

Il martedì è il giorno della consapevolezza, mi rendo conto che la settimana è iniziata da poco,che dovrò affrontare chissà quale rottura di  scatole e…

E io per sopperire a questa stanchezza cronica, che non mi colpisce solo in primavera ma si impossessa di me sempre  e comunque, cerco di viaggiare con la fantasia e trovare soluzioni alternative a un intoppo qualsiasi.

Marta, sogni ad occhi aperti.
Devo superare il mio martedì cronico.

Ecco perché rispondo così.

C’è sempre un perché, contorto certo, ma c’è!

 

Tempi proficui

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Nell’ultimo periodo sto provando a dare sostanza i sogni.
Prossimamente racconterò gli sviluppi, adesso è ancora tutto un po’ fumoso, insomma, mi serve ancora un po’ di coraggio per prendere forza e spazzare via le ultime nuovole!

Ma.
É qualche giorno che sono latitante nel blog, gli impegni mi prosciugano il tempo e non riesco a togliere ore al mio sonno, pigra ahimè.

Qualche giorno fa però, complice la necessità di scusarmi con una “collega blogger” perché ho combinato un disastro! Mi perdonerà? Speriamo! Di certo le ho fatto uscire un po’ di fumo dalle orecchie…

Dicevo.
Rientro nel blog e leggo un commento.
Bello, anzi no, bellissimo! Insomma la sostanza della mia voglia di essere.

Ora.
Non mi lodo perché altrimenti m’imbrodo e si sa, di questi tempi l’umidità è assassina!

Ma.
Una frase mi è piaciuta un sacco, e ho deciso di farla diventare il mio Mantra della settimana:

Il destino è un incrocio, mai una rotonda!

Ora.
Mettiamo da parte le mie evidenti e già conclamate difficoltà automobilistiche che, superabili per carità, sono pur sempre impegnative.

Leggere questa frase è stato un po’ come aggiungere un punto e virgola al libro della mia vita.

Sto per mettere un punto importante e voltare pagina, ci sono quasi, lo sento, lo spero.
E poi trovo, nel mondo che mi circonda, un altro appiglio per convincermi – sempre di più- che sono sulla strada giusta.
Qui ci stava una parolaccia rafforzativa, ma voglio (provo!!!) ad essere delicata e non la metto.

Ora, non ti resta che rileggere l’ultima frase e immaginare cosa e dove mettere la parolaccia che non voglio scrivere.
Così, solo per sorridere e perché sono un’idiota e non riesco a prendermi troppo sul serio!

Grazie mille a Francesco per avermi scritto queste parole!