ROMA GIORNO DUE

I musei vaticani.

Ho dedicato la mia giornata per la visita ai musei vaticani che spettacolo!

Non so quale stanza preferire, forse avrei delle critiche sul numero di persone che possono entrare contemporaneamente, ecco su questo avrei delle riserve, ma per lo spettacolo che ti trovi davanti, non c’è paragone.

Non ho ancora visto un posto così pieno di cose belle, tutte belle.

Ci sono quadri, opere sculture, annusi la sacralità e l’importanza di un qualcosa di non materiale, è difficile da spiegare, ma per me che sono credente è stato veramente un viaggio nel tempo.

Ho visto cripte e sarcofagi, ho visto altari e quadri, ho visto dipinti e manufatti.

I musei vaticani meritano la visita ma valgono molto di più di quello che costano, certo,  a me è andata bene, io ho speso ventisei euro per entrare e non ho fatto nemmeno la fila, sono entrata diretta e via, bocca aperta e torcicollo.

La cappella sistina non ha bisogno di nessuna spiegazione, ogni commento è superfluo, resti incantata ed è talmente piena che non sai nemmeno dove guardare.

Io ho fatto il mio viaggio mistico, contagiata dalla simpatia di Stefano Guerrera mi sono guardata i quadri a modo mio, ma tanto mi basta.

 

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PECHINO EXPRESS. 7

pechino

Ieri sera non sono stata una brava telespettatrice, ho perso l’inizio e ho perso la fine, insomma, ho perso tanto, ma non tutto.

Scopro con enorme dispiacere che i Compositori hanno vinto la prova, non vedo più gli #Amici, presumo siano fuori.

Entro nel vivo del reality vedendo tutti i personaggi vestiti con abiti tradizionali e truccati da dragqueen, il Costa colpisce ancora.

Il giudice che sceglie chi è promosso e chi no capisce poco e un cazzo, ride con tutti e non ne boccia nessuno, neanche i Compositori.

Ecco che ricomincia la gara vera, oggi c’è la bandiera nera, ma inizierà a svolgere il dovere domani, è tempo di cercare un passaggio, ed avvicinarsi alla meta.

I #Modaioli tentano di giocare sporco ma perdono.

Quel simpaticone del Costa da il stop alla gara mentre è intento a riempirsi la pancia, si trova, infatti, nella ravioleria più famosa di Taiwan, ed io come se niente fosse, resto con la bavetta alla bocca.

É ora di cercare l’alloggio, ma chissá se ce la faranno, sembra far caldo, e mentre io resto sotto la mia copertina i concorrenti sembrano sciolglersi…

Le Clubber come spesso accade, riescono a riempirsi la pancia, a loro si aggregano come zavorre i Compositori, trovsno poi anche iMaschi e tutti insieme si riempiono di cibo spazzatura, ma si sa, mangiano quel che possono.
Le clubber, ebbene sì, sempre loro, incappano per sbaglio in un’avitazione che no, non gli offre un’alloggio, ma dimostra loro com’è la cerimonia del te, insomma, bevono per i prossimi cinque anni.
I Modaioli, hanno una brillantissima idea, i pompieri, e questi, ovviamente li accettano, e niente, hanno la nottata serena.
Le Caporali, capeggiata dalla solita fortuna sfacciata della Elia che se li bacia tutti tenendo ben saldo il dizionario fatto a mano, trovano un alloggio molto carino.
Alla fine anche loro, le Clubber, trovano una casetta molto carina, in riva al fiume…
I Maschi, senza saperlo, seguono l’esempio dei Modaiolo e trovano riparo in una caserma di VVF. Dormiranno per terra, ma poco importa, la cena è assicurata.
I compositori trovano un posto.anche a sto giro.
Domani prova vantaggio. Tutte le coppie hanno trovato casa.

La prova vantaggio parte dalle pendici della montagna Testa di Leone, luogo sacro per la popolazione, ricco di vegetazione.
La bandiera nera sta faepcendo la sua parte, in possesso dei Maschi viene subito sbolognata in sfavore dei Modaioli, che da veri gentiluomini la rifilano alle Caporali
Loro  si arrabbiano, insinuano una congiura contro di loro, e, come spesso capita, recuperano, restituendo l’oggetto ai Modaioli.
A giocare sporco ora sono le Caporali, che scambiano la bandiera nera per una mise insolita del modaiolo Marcelo, non vale, sono un po’ disoneste.
Tutti arrivano alla scalinata, l ‘ Elia è provata dalla prova fisica e piange, che piaga però… Jill si rivela la compagna perfetta.
Il maggior Sconforto arriva quando si vedono i maschi davanti, generalmente ultimi.

Le  Clubber arrivano prime nonostante il gioco sporco, i Modaioli arrivano con il terzo incomodo (anzi la terza) seguono i Compositori ed i Maschi, tuttii qualificati a parte le Caporali che arrivano ultime.

La prova è come da tradizione sanguinaria, si tratta della battaglia dei cuscini, sanguinaria di nome e di fatto. Un Modaiolo finisce in ospedale e Elia piange, ma quest’ultima, non conta.

Alla fine il Costa squalifica dalla gara sia le Clubber che i Maschi, perchè avrebbero dovuto prendere la bandiera nera.
Purtroppo la gara viene vinta dai Compositori, che ancora una volta assegnano l’handicap alle Caporali, che no, non la prendono con sportivitá.

Trattasi di ciabatte massaggianti che causano nella Elia un pianto dirompente, no ma, strano eh!
E poi niente, so soltanto che la destinazione è Taipei, che i Modaioli sono dicvisi, uno è in ospedale, che Elia piange, e che io dormo, secca.

 

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SMILE. eccheccazzo sorridi!

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Ero in America.

Stavo passeggiando per strada quando ad un certo punto, colta da un torcicollo che non auguro neanche al più fastidioso dei picchi, abbasso la testa e toh! Sorpresa.

Per terra c’era una scritta. Fatta da poco. Con i gessetti colorati, quelli che la mia maestra a scuola usava per disegnare ed insegnarci gli insiemi.

Stop. Take a break and smile.

Non so perché.

Stamattina ero in macchina e mi è venuta in mente, così apparentemente dal nulla, questa cosa.

Non mi sono fermata, non ho seguito l’istruzione alla lettera, ho preferito evitare di rischiare un tamponamento a catena con me come protagonista.

Ma. Ho sorriso.

Così, da sola, senza un’apparente motivo, o meglio, senza un motivo sensato.

Purtroppo, come spesso mi capita, non mi rendo conto che il resto del mondo mi vede.

Ore 08.35 in ufficio:

“Cazzo ridi da sola in macchina?!”

“Stavo sorridendo, in America ho letto che…( e via con la storia che a me piace un sacco….)”

“Minchia Marta, cambia droga, questa ti sta consumando.”

Perché le mie colleghe mi vogliono bene.

“Ehi stronzetta, lo sai che sono una persona fedele, io il mio spaccino di fiducia non lo cambio per niente al mondo!”

Ed anche oggi la giornata è iniziata così.

 

 

 

 

 

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ROMA GIORNO UNO

E’ andata così, il primo giorno di toru in Rome si è sviluppato intorno a questi monumenti/attrazioni:

 

  • Gianicolo e Fontanone, dove qualche anno fa si lavavano le macchine;
  • Piazza Venezia ed il milite ignoto;
  • Fontana di Trevi e giapponesi posseduti da fotocamere;
  • Piazza di Spagna e Trinità dei monti, quattro scalini e sei giù, in mezzo ai san pietrini;
  • Piazza del popolo compresa di lavori in corso, taxi, ed impalcature;
  • Piazza Navona ed i suoi musicisti;
  • Castel Sant’Angelo con San Pietro dietro l’angolo;
  • Ara Pacis.Stefano guerrera,mai una gioia

Se il primo giorno vedi o rivedi questi monumenti stai tranquilla che arrivi a sera che ne hai le scatole piene e la memoria in modalità offline, vedi o rivedi troppo e tutto insieme.
Urge soluzione.
La mia soluzione arriva precisa precisa all’ultimo monumento, l’ Ara Pacis.

Ecco che non entro perché sono taccagna e questa bellissima struttura costruita intorno permette di vederlo risparmiando dieci euro e cinquanta, con l’aggiunta di sei euro se vuoi pure la guida.
Lo vedo da fuori, faccio solo un giro nel book shop, ed è la fine.
Non spendo un centesimo ma, noto un libro che no, scoprirò poi,mi cambierà la visione della città.
Se prima ammiravo le opere restando impressionata dai colori, la luce e le sensazioni che trasmettono, oggi inizio a guardarli con gli occhi di questo scrittore artista, non so come definirlo.
Ci sono persone che da idee bizzarre ed alquanto banali costruiscono un mondo fatto di lucro e “poverezza”.
Lui.
Lui è un pirla, in senso buono, lui ti strappa un sorriso davanti ad un opera che trasuda tristezza.

Lui è Stefano Guerrera, ti fai due risate e sei pronta per affrontare il giorno due di questo tuo mini tour.

 

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LIBRI, CULTURA E POESIA.

Devo comprare un nuovo libro, sono quasi alla fine di quello che sto leggendo e ne ho solo uno di scorta, non mi sento sicura, me ne serve un altro da mettere in coda.

Ho già fatto più di un salto in libreria, in senso lato ovviamente, altrimenti mi avrebbero portato via con braccia incrociate dietro la schiena e qualche calmante infilato in vena.

Niente.

Non riesco a convincermi di quale potrebbe essere la mia lettura cuscinetto, esatto, hai letto bene.

La mia terza scelta nella scala dei libri si chiama libro cuscinetto.

C’ è un senso, che ovviamente è tutto mio, se vuoi puoi fare tuo, ma nessuno ti impedisce di chiamarlo come vuoi, anche perché questo è un titolo che ho scelto io, per il mio ordine mentale che non è detto che corrisponda al tuo, anzi, sicuramente non sarà così.

Comunque.

Non essendo arrivata ad una scelta degna di nota mi sono data alla libreria digitale, tanto poi l’avrei acquistato comunque on line dato che da un po’ mi sono data alla lettura in digitale… e niente.

Tra le proposte, perché ho scoperto che le librerie digitali funzionano così, ti consigliano i libri in base al genere di quelli presenti nel kobo.

Bene ma non benissimo.

Tra le varie scelte tre mi hanno colpita, non in pieno volto, sempre in senso lato.

I titoli? Di preciso non li ricordo, ma contengono queste simpaticissime antitesi, ora, sarà mica il karma che sta cercando di inviarmi segnali subdoli ma allo stesso tempo piuttosto chiari?

Scarto il primo perché a me questi hygge proprio non mi convincono.
Scarto il secondo perché a me i francesi non stanno per niente simpatici, fanno i superiori e vivono in città umide portandosi pane sotto l’ascella, no dai.
Scelgo il terzo perché il titolo rappresenta il mio modo d’essere.

Gira e rigira io faccio circa meno quasi sempre quello che mi pare.
Insomma ci provo e ci ripovo, giro la ruota compro vocali consonanti e punti esclamativi riuscendo quasi (ma si sa, la certezza non è matematica) sempre ad ottenere quello che desidero, ad avere il carretto dalla parte dei buoi, ad avere il coltello dalla parte del manico, insomma, vedila come ti pare, io faccio quello. Che mi pare, beninteso.

Ho scelto il terzo ed ora mi tocca leggerlo, speriamo in qualcosa di esilarante e non frantuma ovaie, vedremo.
Tra un po’ ci sarà la mia sentenza.

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